{"id":1902,"date":"2024-08-24T14:34:00","date_gmt":"2024-08-24T12:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/chiavari.unuci.org\/sito\/?p=1902"},"modified":"2024-10-28T07:44:04","modified_gmt":"2024-10-28T06:44:04","slug":"comunicazione-vincitore-concorso-letterario-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiavari.unuci.org\/sito\/comunicazione-vincitore-concorso-letterario-2023\/","title":{"rendered":"Comunicazione vincitore Concorso Letterario 2023"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">Finalmente, dopo svariati rinvii, la Commissione Valutatrice del nostro Concorso Letterario per l&#8217;anno 2023 ha espresso il suo giudizio sugli elaborati pervenuti, reputandone il migliore quello inviato della Sig.ra Gloria Russo, riportante lo stesso titolo del tema proposto per il Concorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Pertanto la Sig.ra Russo ne viene proclamata vincitrice e di seguito si pubblica il suo racconto. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-large-font-size\">Scuola, Volontariato, Forze Armate <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Veronica \u00e8 una ragazza pugliese di 38 anni. L\u2019otto marzo 2010 \u00e8 iniziato \u201cl\u2019anno 0 della sua vita\u201d. Cos\u00ec lo definiva l\u2019istruttore che ha contribuito alla sua formazione di sottoufficiale della Guardia di Finanza. Ed aveva ragione. Un percorso durato tre anni, che l\u2019ha cambiata profondamente. Attenti e riposo. Comandi Signor si e comandi Signor no. Formazione militare, esami universitari e crescita personale. Tutto questo e non solo, quella ragazzina, di allora soli 27 anni, lo aveva portato a Genova, la sua destinazione finale. Se la scuola militare era stata per lei gi\u00e0 una grande sfida, la vita lavorativa a Genova, aveva gi\u00e0 intuito che, lo sarebbe stata ancora di pi\u00f9. Bisognava mettere in pratica tre anni di studi ma soprattutto imparare a gestire la bellezza ambigua del libero arbitrio, dalla quale la scuola in un certo senso l\u2019aveva protetta, ma anche nel frattempo, preparata a saper sostenere e organizzare. Passava il tempo. Veronica iniziava a prendere confidenza con il territorio genovese. Entrava sempre di pi\u00f9 nel vivo del lavoro. Alcune indagini pi\u00f9 di altre la facevano riflettere sulle difficolt\u00e0 di instaurare un rapporto di fiducia con il cittadino. E la tristezza la assal\u00ec ancora di pi\u00f9 quando prese consapevolezza che il problema riguardava tutte le forze dell\u2019ordine. Bastava guardare un telegiornale per rendersi conto che non sempre la societ\u00e0 percepiva la divisa come tutrice della legge. Un giorno fu impiegata in un servizio di formazione nelle scuole medie. L\u2019argomento era far conoscere gli effetti devastanti delle sostanze stupefacenti al fine di creare attivit\u00e0 di prevenzione. Era molto entusiasta di intraprendere questa esperienza. Si inizi\u00f2 a preparare non solo l\u2019argomento ma ne cur\u00f2 anche l\u2019esposizione al fine di creare complicit\u00e0. Per la prima volta l\u2019impatto della divisa sulla societ\u00e0 non aveva creato ostilit\u00e0. Per non parlare di quegli occhietti vispi e curiosi che la scrutavano e la riempivano di domande. Percep\u00ec accoglienza e ascolto. Torn\u00f2 a casa stanca ma soddisfatta. Si stese sul divano. Quell\u2019esperienza positiva la fece molto riflettere. Si mise della musica rilassante. Fece un grosso respiro. Chiuse un attimo gli occhi. E inizi\u00f2 a sognare. Ad un tratto la stanza si riemp\u00ec di colore. Una voce da lontano grid\u00f2 \u201cVeronica ti vogliono  allo sportello 11. Una signora chiede di te\u201d. Era il suo capo pattuglia. Lo vedeva diverso ma soprattutto not\u00f2 che, anche avendo urlato il suo nome, non si accorse della sua presenza. Poi vide una ragazza correre e raggiungere lo sportello indicato. Con grande sbigottimento si rese conto di conoscere bene quella ragazza. Era lei, Veronica. Era diversa. Aveva nel frattempo ottenuto il grado di maresciallo aiutante ma era proprio lei. Si rese conto di essere invisibile agli occhi altrui. Ma dove si trovava?! Cap\u00ec che stava sognando ma incuriosita inizi\u00f2 a guardarsi intorno. Era una struttura che non aveva mai visto. Non era la sua caserma. La gran parte delle persone erano in divisa ma la cosa particolare era che la divisa indossata non era solo quella della Guardia di Finanza. C\u2019erano tutti, proprio tutti. Carabinieri, Esercito, Marina e Aeronautica Militare. In quel momento sent\u00ec il bip dell\u2019ascensore. La porta si apr\u00ec e un bel po&#8217; di colleghi uscirono di corsa. Si rese conto dal monitor luminoso esposto nella parte alta dell\u2019ascensore che si trovava al quarto e ultimo piano dell\u2019edificio. Incuriosita inizi\u00f2 a camminare. Vide da lontano l\u2019esposizione di un cartello con la descrizione della struttura. Si avvicin\u00f2 e inizi\u00f2 a leggere: \u201cLa Scuola Volontariato Forze armate nasce nel marzo 2030 con l\u2019intento di formare cittadini consapevoli e responsabili. L\u2019edificio suddiviso su cinque piani \u00e8 cos\u00ec strutturato: PIANO TERRA \u201cSegreteria e uffici amministrativi\u201d PRIMO PIANO \u201cScuola di formazione\u201d; SECONDO PIANO \u201cConferenze professionali\u201d TERZO PIANO\u201d Centro ascolto psicologico\u201d QUARTO PIANO \u201cRicezione cittadino\u201d. \u201cWow\u201d pens\u00f2 tra di s\u00e9. Aveva sempre sperato che un giorno si potesse realizzare una struttura del genere. Ma non pensava potesse veramente accadere. Non voleva pi\u00f9 svegliarsi. Si avvicin\u00f2 alla Veronica del Futuro. Vide che stava offrendo il suo aiuto nei confronti di una signora che aveva ricevuto un avviso di pagamento. Si ricord\u00f2 dell\u2019ascensore e in un attimo si trov\u00f2 al primo piano. Vide una marea di ragazzini dai sei fino ai 18 anni. Sentiva vociare. Era suonata la ricreazione. Tutto intorno c\u2019erano aule e in classe i professori indossavano una divisa. Erano colleghi che dedicavano parte del loro tempo a formare una societ\u00e0 responsabile. E iniziavano ad educare i bambini fin da piccoli. Sui banchi di scuola vide testi di educazione civica, storia e diritto penale, costituzionale, amministrativo e tributario. Entr\u00f2 in tutte le aule un poco alla volta e si mise in modalit\u00e0 ascolto. Cap\u00ec che tutte le scuole elementari, medie e superiori di tutta la citt\u00e0 di Genova a rotazione una volta a settimana si recavano presso la scuola di volontariato per nozioni di vita consapevole e responsabile. Era felice nel vedere che i colleghi erano soddisfatti: il progetto di formazione funzionava. I ragazzi mostravano grande partecipazione ma soprattutto cap\u00ec che ne parlavano con entusiasmo a casa. I loro genitori non avevano avuto questa fortuna. Ma la scuola offriva un servizio anche per loro. Un collega dei Carabinieri proprio nel corridoio ne parlava. Stava per salire al secondo piano per preparare una delle sue conferenze settimanali serali proprio per consentire a chi lavorava di potervi partecipare. Oggi l\u2019argomento era sul \u201cCodice della Strada\u201d. Veronica curiosa, sal\u00ec al secondo piano. Percep\u00ec un\u2019aria molto pi\u00f9 professionale e un approccio diverso consono ad un pubblico pi\u00f9 adulto. C\u2019erano quattro grandi sale conferenze. Microfoni, casse, computer e proiettori ovunque. Erano super organizzati. Per la sera contavano di ospitare un gran numero di persone che si erano prenotate tramite l\u2019applicazione \u201cScuola Volontariato Forze dell\u2019Ordine\u201d. Nella sala numero 2 un maresciallo della Guardia di Finanza teneva una lezione sulla lotta all\u2019evasione fiscale. Nella sala numero tre un ufficiale dell\u2019aeronautica militare parlava del controllo e difesa dello spazio aereo dell\u2019Italia e nella sala quattro un sottoufficiale della marina militare discuteva delle operazioni navali nelle acque territoriali. E in fondo al piano un grande bar. Insomma non mancava nulla. Veronica non voleva assolutamente svegliarsi. Almeno non prima di averlo visitato tutto quell\u2019edificio. Corse verso il terzo piano. Era entusiasta nel sapere che avevano pensato proprio a tutto anche al Supporto psicologico. \u201cNon ti preoccupare una cosa alla volta. Respira\u201d furono le parole di un collega laureato in psicologia mentre salutava un suo paziente. Era un piano silenzioso e pieno di studi medici. In pi\u00f9 c\u2019erano due grandi sale ascolto. Curiosa entr\u00f2 prima in una e poi nell\u2019altra. Vide delle persone in cerchio. Quella sera in una sala venivano ospitate le vittime di violenze sessuali, nell\u2019altra i familiari dei colleghi morti per lo pi\u00f9 di morte violenta. Fuori nel corridoio c\u2019era una locandina con tutto il programma settimanale. Addirittura era anche inclusa la formazione nei confronti di tutte le forze dell\u2019ordine per il benessere psicologico nei luoghi di lavoro. Era prevista la partecipazione di psicologi professionisti che affiancavano costantemente i colleghi che, naturalmente dotati di competenze specifiche, offrivano il loro aiuto. Insomma davvero un posto da sogno. E mentre scendeva al piano terra per guardare da vicino la macchina organizzativa che aveva permesso tutto questo si svegli\u00f2. Quel sogno la segn\u00f2 particolarmente. Sapeva che in realt\u00e0 poteva realizzarsi. Non era cos\u00ec impossibile. Ne servivano di strutture del genere. Magari iniziando a piccoli passi. Ma continuativi. Inizialmente nelle province e poi successivamente in tutte le citt\u00e0. Bisognava solo organizzarsi. Bisognava solo capire che siamo parte del tutto. E che l\u2019uomo in quanto animale sociale ha bisogno dell\u2019altro. Ha bisogno di vivere in una societ\u00e0 sana. Veronica doveva far qualcosa. Avrebbe proposto quest\u2019idea al Sindacato con la preghiera di farsi portavoce nei confronti delle alte cariche di competenza. E mentre rifletteva su questo apr\u00ec il suo pc e digit\u00f2 \u201cFacolt\u00e0 di scienze e tecniche psicologiche\u201d. Veronica pens\u00f2 di iscriversi all\u2019universit\u00e0. Non voleva farsi trovare impreparata quando un giorno si sarebbe organizzata una tale struttura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente, dopo svariati rinvii, la Commissione Valutatrice del nostro Concorso Letterario per l&#8217;anno 2023 ha espresso il suo giudizio sugli elaborati pervenuti, reputandone il migliore quello inviato della Sig.ra Gloria Russo, riportante lo stesso titolo del tema proposto per il Concorso. 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